trascrizione Episodio 2

Ep.2: Zombie Voodoo

 

Alfred: Zombie voodoo: sono pupazzi privi di volontà nelle mani di un potente stregone che gli fa fare ciò che vuole. Livello di pericolosità: basso (sono lenti e non possono infettare altre persone)

 

Benedetta: E noi, invece, siamo sempre Benedetta Frezzotti e Alessia Rossi e questo è il secondo episodio di 5minuti zombie…

 

Alessia: una tranquilla pausa dallo stress quotidiano per parlare di zombie e di come potrebbero divorarci, tutti, fino alla punta dei piedi.

 

Benedetta: Bentornati a voi, bentornata Alessia, ho la testa assolutamente piena di domande quindi direi iniziamo subito con la prima: da dove vengono gli Zombie voodoo?

 

Alessia: Sono legati ad Haiti che è un’isola caraibica, al fenomeno degli schiavi africani che sono stati deportati nelle colonie americane e alla religione Voodoo. Che in realtà è nata dall’unione di credenze africane e credenze della religione cristiana.

 

Benedetta: Chi ha sentito le puntate precedenti sa che gli zombie voodoo sono i nostri preferiti, vuoi spiegare tu perché sono così fighi?

 

Alessia: Allora, sono tra i miei zombie preferiti in assoluto e sono fighissimi perché ci portano indietro nel tempo e ci fanno scoprire, in realtà, com’è nato questo fenomeno oggi conosciutissimo e diffusissimo in tutto il mondo. Infatti, film, serie tv, videogiochi, libri, fumetti e quant’altro hanno reso famosi gli zombie, ma, forse, non tutti sanno che gli zombie hanno un’origine molto antica e, sì, sono esistiti davvero. Ma non sono morti risorti in senso stretto quindi state tranquilli. 

 

Sono, infatti, esseri umani vivi e vegeti, che sono però stati privati della propria volontà che viene sostituita da quella di stregoni della religione voodoo, i bokor. Questi oscuri sacerdoti praticavano la magia nera e sarebbero stati capaci di separare l’anima dal corpo, dando quindi origine agli zombi.

 

La stessa parola Zombie pare che derivi da un termine di origine haitiana, a sua volta proveniente dalla lingua Bantù, più precisamente da unzambie -lo avrò pronunciato sicuramente malissimo quindi chiedo scusa- che era una divinità dell’africa occidentale. 

 

Alfred: Puoi dirci di più su come venivano creati?

 

Alessia: Allora, non è semplicissimo, però sì, allora nella pratica, pare che alcune persone subissero gli effetti di un filtro, una sorta di mistura, che conteneva una potente neurotossina ricavata dal veleno del… pesce palla. 

Questa neurotossina creava uno stato alterato di coscienza nella persona e una sorta di stato di morte apparente; quindi, le persone sembravano a tutti gli effetti morte anche se non lo erano realmente. 

 

A quel punto la persona veniva seppellita e, dopo un determinato periodo di tempo, disseppellita dallo stesso bokor, che gli somministrava un’altra sostanza ricavata da un’altra pianta, che aveva il potere di risvegliarlo cancellando, però, la personalità e di fatto lo rendeva un automa. 

Quindi la persona tornava tra virgolette in vita ed era del tutto sottomessa alla volontà del suo “padrone”, quindi di questo oscuro stregone che poteva farne ciò che voleva.

 

Benedetta: Adesso la nostra domanda più importante: come si sopravvive a una apocalisse di zombie voodoo?

 

Alessia: Direi di stare attenti agli stregoni, assolutamente! Questa, infatti, era una delle paure più grandi degli haitiani… E pare che fosse proprio per questo che gli abitanti dell’isola avessero trovato alcuni espedienti, molto semplici, alla portata di tutti, come tagliare la testa al cadavere o cucirgli la bocca, affinché non potesse rispondere alle domande del bokor e diventare quindi uno zombie!

 

Benedetta: Mmmmm… un po’ macabra come prevenzione… meglio darsi ai nostri consigli di visione/lettura.

 

Alessia: Per questo consiglio dobbiamo tornare mooolto indietro nel tempo, precisamente al 1932. 

È il primo film di genere riconosciuto della storia, e pare essere proprio L’isola degli zombies, ambientato proprio ad Haiti dove, guarda caso, un negromante schiavizza zombie utilizzandoli come manodopera nelle piantagioni di zucchero. 

 

Benedetta: Dunque neanche oggi siamo stati minimamente nei nostri cinque minuti; quindi, prima che ci divorino il cervello per punizione, vi saluto e vi do appuntamento alla prossima puntata con gli…

 

Effetto sonoro urlo di zombie

 

Benedetta: gli zombie rabbiosi!

 

Musica e crediti finali:

5 minuti di zombie è il podcast di Edizioni Piuma dedicato al libro Apocalisse zombie: manuale di sopravvivenza di Alessia Rossi. Terzo libro della collana AKAbook.

Cura editoriale di Benedetta Frezzotti.

I crediti audio e la trascrizione dell’episodio sono nella descrizione.

 

Extra: 

 

Alessia: Un negromante schiavizzaeeeh blea… semplicissima da dire questa emmmmh, ricomincio.

 

Un negromante schiavizza zombie utilizzandoli come manodopera nelle piantagioni di zucchero… mamma mia è stato difficilissimo da dire…

 

Benedetta: ok, [ride] una sfilza di z che…

Alessia: porc…Bip…acca 

Ridono.

Benedetta: Ok, dai però abbiamo finito!

 

Crediti Audio:

Suoni freesound.org

Sigla soundmatch24

Effetti Audio: Waveplaysfx, Rentless, Slave2thelight, Lulyc e Alienxxx

Le letture dei brani e la classificazione dei mostri è tratta da: Apocalisse zombie: manuale di sopravvivenza di Alessia Rossi AKAbook Edizioni Piuma.