di Alessandra Florio

 

Foto di FunkyFocus da Pixabay 

 

Negli anni Sessanta, le televisioni non erano diffuse come oggi: spesso, in un quartiere, ce n’era solo una. Era grande, con due manopole: se si voleva cambiare canale, bisognava alzarsi e mica si poteva fare zapping. Non c’era il telecomando. E se ci si svegliava alle 2 di notte con l’idea di addormentarsi guardando un film, si sarebbe visto solo il famoso “effetto neve”. O quelle bande colorate.

 

Adesso, non solo tutti abbiamo più di un televisore in casa, ma addirittura giriamo con uno schermo in tasca. Uno schermo che ci fa da televisione, radio, telecamera, fotocamera, telefono e molto altro tutto in uno.

 

Uno smartphone.

 

Secondo le ultime statistiche, cellulari e smartphone sono presenti nel 95% delle famiglie italiane e almeno l’82% di queste dispone di un collegamento internet per accedere online. 

 

Okay, ma chi compra uno smartphone?

 

La vendita degli smartphone coinvolge giovani e giovanissimi: circa il 12% di bambini compresi nella fascia d’età 4-10 anni, ha uno smartphone a uso esclusivo. Se prendiamo in considerazione i giovani fra gli 11 e i 17 anni, la percentuale sale al 90,8%. Impressionante, vero?

 

Infatti, non ci sorprende come il web sia diventato molto presente. Dopo tutto, negli ultimi anni, la tecnologia ha ricoperto un ruolo sempre più importante nella nostra vita quotidiana. 

 

Il web non è da meno: sono passati i tempi in cui le ricerche si facevano in biblioteca sulle enciclopedie. O quando ci si connetteva a internet a costo di mettere il telefono in occupato (ricordate la melodia di connessione?).

 

Adesso navighiamo più di una volta al giorno: una ricerca del 2017 ha evidenziato come il 51% dei bambini fra i 9 e i 10 anni usino quotidianamente lo smartphone per accedere al web. I ragazzi fra i 15 e i 17 anni che lo fanno sono circa il 97%.

 

Okay, direte voi, i ragazzi di oggi hanno sempre il cellulare in mano. 

 

Ma sapete davvero per cosa lo usano?

 

Principalmente, per messaggistica e comunicazione (77%), ma anche per l’intrattenimento, come i video o i social, soprattutto Instagram (rispettivamente 59% e 58%). 

 

Ma anche per informarsi: il 64,7% lo fa tramite social media, siti e app di notizie, portali di ricerca, email e blog. La tv è usata dal 31,4%. 

 

Insomma, il web che cos’è? Un enorme calderone pieno di tutto?

 

Sì e no. 

 

Per i nostri figli, è uno spazio di conoscenza, di confronto e di relazioni: quante chat di classe sono nate da quando i figli vanno a scuola? È anche così che nascono amicizie.

 

È un posto che i ragazzi usano per riparare le loro insicurezze e per esprimere le proprie potenzialità.

 

Come dobbiamo comportarci noi grandi allora?

 

Ci dobbiamo interessare: essere coinvolti, mostrarci aperti. Accettare anche che i giovani, in fatto di tecnologia, ne sanno più di noi. 

 

Se ci interessiamo, capiamo al meglio il potere e l’influenza del web e dei social network. Comprendiamo i rischi e le opportunità.

 

Allora potremmo fornire un’educazione al digitale che tiene conto di questi due aspetti. 

 

Perché niente è tutto bianco o nero. Forse solo la televisione degli anni Sessanta. 

 

Perché niente è tutto bianco o nero. Forse solo la televisione degli anni Sessanta. 

 

Fonti:

 

EUKids Online 2017

 

Assirm 2017 – L’élite dei giovani (dis)informati

 

https://www.wired.it/internet/social-network/2019/04/27/famiglia-social-network/

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